Sembrava un ricordo lontano, ma pagare per usare WhatsApp potrebbe smettere di essere storia e tornare a essere realtà. Più di dieci anni fa, la norma era pagare una cifra simbolica ogni anno dopo il primo anno di utilizzo. Ma dopo che Facebook (ora Meta) ha comprato l’app, quei pagamenti sono spariti… fino ad oggi.
Gli indizi più recenti suggeriscono un cambio di rotta. Secondo quanto rivelato da portali specializzati come WABetaInfo e Android Authority, l’ultima versione beta dell’applicazione, lanciata alla fine di gennaio 2026, nasconde al suo interno riferimenti tecnici che indicano lo sviluppo di una versione a pagamento per usufruire del servizio senza interruzioni pubblicitarie.
Ecco come funzionerebbe l’abbonamento senza pubblicità di WhatsApp

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La scoperta di Android Authority si basa su specifiche righe di programmazione che invitano l’utente a “rivedere il proprio abbonamento” o che presentano controfferte per evitare che si disiscrivano. La pubblicità verrebbe applicata alle sezioni Stati e Canali.
C’è un riferimento a 1 dollaro al mese, anche se gli analisti dicono che potrebbe essere una tariffa promozionale per trattenere gli utenti che vogliono cancellarsi, e non necessariamente il prezzo finale standard.
La pubblicità non influirebbe sulle chat private. La strategia di Meta si concentrerebbe sulla monetizzazione delle schede di contenuto pubblico e sociale (Stati e Canali), mantenendo intatte le conversazioni personali.
Si prevede che questa nuova modalità possa essere annunciata ufficialmente nel corso del 2026 in mercati selezionati.
Un ritorno alle origini della monetizzazione
L’idea di far pagare non è nuova per la piattaforma. All’inizio, gli utenti Android pagavano 0,79 euro all’anno, mentre su iPhone c’era un pagamento unico. Meta ha eliminato queste tariffe quando ha comprato l’app per favorirne la diffusione su larga scala.
Ora, l’azienda sta cercando nuovi modi per monetizzare i suoi miliardi di utenti. Oltre a questo possibile abbonamento, Meta gestisce già con successo WhatsApp Pay in mercati emergenti come Brasile, India o Singapore, per acquisti e invii di denaro tra privati direttamente dalla chat.
