Quando si tratta di fare la spesa nella Comunità Valenciana, la vicinanza e il modello cooperativo sembrano contare più dell’onnipresenza dei grandi marchi. O almeno questo è quello che pensano i clienti nell’ultimo rapporto sulla soddisfazione dell’Organizzazione dei Consumatori e degli Utenti (OCU) sui supermercati in Spagna.
Consum, la cooperativa valenciana, ha ottenuto un punteggio superiore a 75 punti su 100, che la colloca tra le catene preferite dagli utenti rispetto ai giganti della distribuzione nazionale.
Il sondaggio, basato su oltre 24.000 esperienze di acquisto, rivela un dato significativo: 7 delle 10 catene più apprezzate sono regionali.
Anche se la classifica generale è guidata dalla catena statunitense Costco (con 84 punti su 100), l’orgoglio locale si riflette nell’ottima performance di Consum. La cooperativa è riuscita a entrare nel gruppo selezionato dei supermercati con valutazioni di eccellenza (oltre 75 punti), condividendo lo spazio con le catene catalane Esclat e Bonpreu, o la galiziana Familia, tra le altre.
Per trovare le prime catene di distribuzione puramente nazionali in termini di soddisfazione, bisogna guardare ai format premium come Hipercor (79 punti) e El Corte Inglés (78 punti).
Il paradosso valenciano: Mercadona guadagna quote di mercato, ma non è la preferita

Lo studio offre una lettura interessante sulle due grandi aziende valenciane. Mercadona, il gigante presieduto da Juan Roig, domina in termini di presenza, ma non altrettanto in termini di soddisfazione.
Nonostante non sia sul podio dei più apprezzati (ottiene 71 punti), rimane il re indiscusso della quota di mercato con quasi il 30% a livello nazionale.
I numeri parlano chiaro: quasi un intervistato su tre dice che Mercadona è il suo negozio preferito, seguito da Carrefour Hipermercado (10%) e Lidl (9%).
Se Consum e altre catene regionali sono più apprezzate, perché Mercadona continua a essere in testa? L’OCU sottolinea che il 34% degli utenti sceglie il proprio supermercato semplicemente perché si trova vicino a casa o lungo il percorso.
Il 21% si basa sulle offerte e sul costo finale dello scontrino, mentre solo il 17% dà la priorità alla qualità del prodotto come fattore decisivo principale.
Lo studio si concentra sul portafoglio delle famiglie valenciane. La spesa media mensile per l’alimentazione è salita a 407 euro, una cifra che riflette l’inflazione degli ultimi tempi: oggi il carrello della spesa è più caro del 36% rispetto a quattro anni fa.