Forse non lo sai, ma le famiglie con figli minori di 18 anni possono accedere al Complemento di Aiuto per l’Infanzia (CAPI) anche se il loro reddito supera i limiti del Reddito Minimo Vitale (IMV).
La prestazione, in vigore da febbraio 2022, passa inosservata a molte famiglie che invece ne avrebbero diritto.
Il Complemento di Aiuto per l’Infanzia fa parte del Reddito Minimo Vitale, ma funziona secondo regole proprie.
Anche se si richiede tramite il modulo dell’IMV, ha soglie di reddito e patrimonio più ampie, il che significa che le famiglie con redditi medi possono beneficiarne senza ricevere l’IMV vero e proprio.
La prestazione è nata con la riforma della Legge sull’IMV, entrata in vigore il 1° febbraio 2022, come strumento di sostegno specifico per l’infanzia.
A quanto ammonta l’aiuto del CAPI
Gli importi in vigore nel 2026 sono fissi per ogni minore a carico:
- Bambini sotto i 3 anni: 115 € al mese
- Tra i 3 e i 6 anni: 80,50 € al mese
- Tra i 6 e i 18 anni: 57,50 € al mese
Ciò che cambia è la soglia di reddito in base al nucleo familiare e a chi ne fa parte. Possono accedere al CAPI le unità di convivenza con almeno un minore che soddisfino i requisiti generali dell’IMV, ad eccezione dei limiti di reddito, patrimonio e verifica degli asset, che sono più permissivi nel caso del supplemento.
Una famiglia composta da due adulti e due minori può ricevere il CAPI da solo (senza IMV) con un reddito mensile fino a 4.181,52 €. Per una famiglia monoparentale con un figlio, il limite massimo è di 2.861,04 € al mese.
Per quanto riguarda il patrimonio netto (esclusa l’abitazione principale), i limiti variano anche in base alla composizione del nucleo familiare: da 55.460 € per un adulto con un minore fino a 102.997 € per nuclei più numerosi.
Come richiedere il CAPI
La richiesta si fa tramite il sito dell’IMV (imv.seg-social.es). Prima di presentarla, la Previdenza Sociale mette a disposizione degli utenti un simulatore per verificare se hai diritto alla prestazione.